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Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento? La prescrizione del diritto

Per il risarcimento dei danni da incidente stradale il termine ordinario di prescrizione è di due anni, ma ci sono eccezioni che lo allungano — ad esempio quando il fatto costituisce anche reato. Prima di dare per persa una pratica, anche se l’incidente è di qualche tempo prima, conviene sempre una verifica.

27 Aprile 2026
Risarcimento Integrale
3 min di lettura

Per il risarcimento dei danni da incidente stradale il termine ordinario di prescrizione è di due anni, ma ci sono eccezioni che lo allungano — ad esempio quando il fatto costituisce anche reato. Prima di dare per persa una pratica, anche se l’incidente è di qualche tempo prima, conviene sempre una verifica.

Il termine ordinario: due anni

Il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli si prescrive, di regola, in due anni. Trascorso questo termine senza che si sia agito o che la prescrizione sia stata interrotta, il diritto al risarcimento può risultare prescritto e non più esercitabile.

Da quando decorrono i due anni? In linea generale dal momento dell’incidente. In alcune situazioni, però, il riferimento può essere diverso — per esempio legato al momento in cui i postumi delle lesioni si sono stabilizzati. È uno degli aspetti che vale la pena far valutare nel caso concreto, perché un errore nel conteggio può costare il diritto.

Quando il termine è più lungo

Il termine di due anni non è l’unica regola possibile.

Se il fatto costituisce reato. Quando l’incidente integra un reato — si pensi alle lesioni o all’omicidio stradale — può applicarsi un termine di prescrizione più lungo, legato a quello previsto per il reato stesso.

Casi di responsabilità contrattuale. In alcune situazioni il rapporto tra le parti è inquadrato in termini contrattuali (come nei casi di malasanità), con termini di prescrizione diversi e più ampi.

Minori e persone incapaci. Per i minori e per chi non è nel pieno della capacità di agire valgono regole particolari a tutela del soggetto debole.

Il punto da tenere a mente è semplice: “sono passati più di due anni” non equivale automaticamente a “non posso più fare nulla”. Dipende dal caso concreto.

Come si interrompe la prescrizione

La prescrizione non corre in modo inarrestabile: può essere interrotta. L’interruzione viene fatta con l’esercizio del diritto. L’atto tipico è la richiesta scritta di risarcimento inviata alla compagnia, di norma con strumenti che ne attestino l’invio e la ricezione. Da quel momento il termine riparte da capo. È esattamente per questo che, anche quando non si ha ancora un quadro completo del danno, è importante muoversi per tempo e formalizzare la richiesta nel modo corretto: una semplice telefonata non basta.

Cosa succede se il termine è scaduto

Se il termine è effettivamente decorso, il diritto al risarcimento è prescritto, ma “effettivamente decorso” è la parte che va verificata: tra le eccezioni che allungano il termine, e gli atti che possono averlo interrotto, la situazione reale è spesso meno netta di quanto sembri. Per questo, anche per incidenti “vecchi”, una verifica prima di rinunciare è sempre opportuna.

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