Un intervento di artroscopia al ginocchio considerato routinario, gravi complicanze e una struttura che negava ogni responsabilità. Come una strategia medico-legale strutturata ha ottenuto il giusto risarcimento.
Barbara si era sottoposta a un intervento considerato di routine — un’artroscopia al ginocchio. Quello che è successo dopo ha cambiato la sua vita quotidiana.
Riduzione permanente della mobilità, limitazioni nella deambulazione e nella vita lavorativa. La struttura sanitaria aveva escluso ogni responsabilità, classificando l’esito come “complicanza imprevedibile”.
Barbara si è rivolta a noi a seguito di un intervento chirurgico ortopedico considerato routinario (artroscopia al ginocchio), dopo il quale ha sviluppato una grave e permanente riduzione della mobilità.
La struttura sanitaria aveva inizialmente escluso ogni responsabilità, classificando l’esito come complicanza imprevedibile e rifiutando qualsiasi proposta risarcitoria.
La cliente, a distanza di mesi, continuava a presentare limitazioni significative nella deambulazione e nella vita lavorativa.
Il caso presentava ostacoli significativi su più fronti, sia tecnici che economici:
Abbiamo impostato una strategia medico-legale altamente strutturata, coinvolgendo più specialisti per costruire un quadro probatorio solido.
Abbiamo incaricato un medico-legale specializzato in responsabilità sanitaria per l'analisi complessiva del caso.
Abbiamo coinvolto uno specialista ortopedico indipendente per una valutazione tecnica imparziale dell'intervento e delle complicanze.
Abbiamo analizzato in modo approfondito la cartella clinica e il consenso informato, individuando errori nella gestione pre e post-operatoria.
Abbiamo confrontato le procedure adottate con le linee guida mediche nazionali e internazionali per dimostrare lo scostamento dalla prassi corretta.
Dall’analisi è emerso che la complicanza era prevenibile e gestibile diversamente, che vi era stato un ritardo nella diagnosi post-operatoria e che tale ritardo aveva aggravato in modo significativo il danno finale.
Nei casi di malasanità, il punto non è sospettare un errore, ma dimostrarlo in modo tecnico e documentato.
Un approccio strutturato e supportato da consulenze qualificate può trasformare un rigetto iniziale in un giusto risarcimento.
Se dopo un intervento medico hai subito un danno e la struttura ha escluso ogni responsabilità, non fermarti al primo no. Contattaci per una valutazione gratuita.
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